Proposta 6/1

I confini della comicità:
uno mezzo per scoprire dove finisce il dramma ed inizia la commedia…o viceversa

«nulla spezza meglio una scena tragica quanto l’essere seduto:
si passa subito alla commedia.»
(Napoleone Bonaparte)


Solo chi sa far ridere con consapevolezza può dimostrare al pubblico di poter far ridere involontariamente. Questo è il massimo risultato per un attore comico.
Esibirsi in azioni apparentemente casuali, ma guidate da piena coscienza di essere e agire.
Il corso ha come fine ultimo quello di rappresentare un testo ‘serio’, classico o moderno, e di suscitare ilarità, non per questo facendone una parodia.
Gli allievi innanzitutto apprenderanno alcune tecniche della comicità di base, soprattutto la comicità del gesto e dello sguardo; si andrà alla scoperta del ‘corpo comico’, ovvero quella sfumatura che rende un gesto normale o quotidiano, un gesto buffo, ironico o comico.
Si passerà quindi all’analisi del testo, minidrammi estrapolati da testi cinematografici di Fassbinder, Bunuel, Ozu etc. e poi ancora analisi di brevi testi teatrali da mettere in scena alla maniera “seria”, “brillante”, “clownesca”.
Tre modi per poter rappresentare le potenzialità del testo che a volta a volta avrà delle varianti, appunto, a seconda dello stile scelto.
Il corso si propone di far scoprire agli allievi i confini, molto sottili, fra le varie maniere interpretative e scoprire quante possibilità di “gioco” esistono in brevi messe in scene di altrettanti brevi testi.

Durata del corso 15 ore: 5 incontri di 3 ore ciascuno - oppure 6 incontri di 2 ore e 30’ ciascuno - oppure - un week-end (ven sab e dom)

DOCENTI: Luisella Tamietto e Cristiana Voglino

Proposta 6/2

Il Melodramma Comico o "Paradramma"

"Donne di malaffare che diventano sante, traditori che diventano onesti, ricchi che diventano poveri, defunti che si rivelano…" non sono che alcuni dei personaggi che vi coinvolgeranno in storie di guerra e pace, miseria e nobiltà, intrighi d’amore e tradimenti.
Il paradosso sarà il mezzo utilizzato per condurre gli allievi alla ricerca di personaggi e situazioni “melodrammatiche”, le quali, esasperate, diventeranno surreali, grottesche esilaranti.
Per melodramma non si intende il melodramma cantato, ma un dramma che recitato in maniera leggermente grottesca può diventare esilarante.
L’utilizzo dei grandi gesti e dei sentimenti esasperati porterà l’allievo alla scoperta del melodramma, meglio definito come paradramma.
Il paradramma può essere considerato l’antenato della nostra moderna telenovela.
Il corso sarà così suddiviso:
• la gestualità e lo spazio melodrammatico
• grandi sentimenti nel melodramma
• il melodramma e il suo paradosso
• messa in scena

Durata del corso 12 ore: 4 incontri di 3 ore ciascuno - oppure - 1 week end (Ven. Sab. Dom.)

DOCENTI: Luisella Tamietto e Cristiana Voglino

Proposta 6/2

Il linguaggio universale del "Clown Teatrale"

Un naso rosso per esplorare l’anima comica che vive e respira in ogni essere umano e colorare il mondo.
Il lavoro sul Clown Teatrale, altra cosa dal clown circense ( il riferimento è solo metodologico) è innanzitutto la trasformazione di una fragilità personale in forza teatrale. Il clown non esiste al di fuori dell’attore che lo recita. Siamo tutti clown. Nessuno di noi è perfetto,, ognuno ha le sue debolezze, i suoi difetti. Finalmente liberi di mostrarsi come si è e far ridere. Il “magico” naso rosso, la più piccola maschera del mondo che permette di far uscire dall’individuo, la sua ingenuità e la sua fragilità, perché lo libera dalla sua maschera sociale. Con il lavoro sul clown si chiede semplicemente di essere se stessi e di osservare l’effetto che si produce sul mondo. Attraverso il gioco, ricercando quel particolare gusto del gioco di quando eravamo bambini, allentando le difese, lasciandoci sorprendere dalle proprie “ debolezze”, affiora l’innocenza, la poesia che è in ognuno di noi. Trovare, conoscere, la nostra parte che ride, dà la possibilità di scoprire ed attivare la parte comica negli altri, di trovare...il verso giusto per risolvere un problema.
Ridere ha il potere di creare legami comunitari, di essere cioè un lubrificante sociale e di risolvere situazioni apparentemente impossibili. Uno strumento importante e creativo per l’arduo, complesso e meraviglioso mondo dell’insegnamento.

DOCENTI: Monica Fantini e Sabrina Carraro